Il podcast per le aziende: farsi ascoltare è farsi vedere (sul mercato)
Negli ultimi anni, anche in Italia, sta diventando uno strumento di comunicazione sempre più popolare.

Hai pensato alle conseguenze di questa emergenza sul tuo brand? Molte aziende hanno dovuto rivedere la propria strategia di comunicazione durante la pandemia da Coronavirus. Anche tu devi necessariamente farlo, questa può essere l’occasione per migliorare l’immagine della tua azienda.
Vediamoli in dettaglio.
Essere costretti a ridurre l’attività produttiva non significa smettere di comunicare e annullare tutte le azioni pianificate. In alcuni casi, anzi, è necessario incrementarle. Non è questione di “spendere più del budget previsto” perché, a volte, si tratta di piccole azioni mirate e praticamente a costo zero.
Penso, ad esempio, ai cartelli esposti in molti luoghi di lavoro con le istruzioni su come lavare le mani in modo corretto ma anche alle circolari interne di un’impresa che definiscono lo smart working. Sono comunicazioni eccezionali e importantissime. Non dare nulla per scontato: anche se ti sembra superfluo, comunicare la momentanea chiusura del tuo ristorante, in questo momento, è un’attenzione in più per i tuoi clienti e fa bene alla tua immagine.
Ogni tua attività di comunicazione, interna o esterna, deve necessariamente tener conto della situazione eccezionale in cui stiamo vivendo. Prova a guardare con occhi diversi il messaggio che stai per lanciare e sii pronto a cambiarne il contenuto, se necessario.
Puoi prevedere un’azione di instant marketing (la comunicazione che risponde in tempo reale a eventi più o meno imprevisti) ben studiata e adeguare il tono alla nuova situazione. Il tuo target deve capire che hai studiato bene il messaggio che ha appena ricevuto, non deve pensare mai che tu sia inopportuno (anche se ormai avevi già programmato l’invio della newsletter o prenotato degli spazi pubblicitari)
Evita i toni provocatori o troppo ironici. Attenzione: non significa che devi rinunciare del tutto alla leggerezza. Sii sempre coerente con il tuo stile.
Rinunciare a ogni tipo di azione comunicativa in questo periodo è, per me, un errore grossolano. Come e cosa comunicare in modo utile, allora? Dopo aver visto con NON fare, ecco alcuni suggerimenti su come gestire la tua comunicazione nella maniera più adeguata.
Mantieni fede ai tuoi valori e alla tua identità. Non copiare gli altri, puoi dare un’occhiata alla concorrenza ma cerca di focalizzarti sempre sul tuo target e, soprattutto, sii fedele al tuo stile. In queste settimane, l’invito a rimanere a casa è stato univoco (l’hashtag #iorestoacasa è giustamente diventato una sorta di mantra). Alcune aziende hanno trasmesso questo concetto rendendolo “coerente” con la loro identità e inserendolo in modo pertinente all’interno della loro comunicazione di prodotto. Guarda gli esempi di Tempo.
Sembra inutile dirlo ma a volte si commettono degli errori di ingenuità e in assoluta buona fede, si può perdere di vista il buon senso. Invitare i tuoi clienti a fare scorta del tuo prodotto prima che finisca o che le nuove direttive del Governo costringa a chiudere i negozi (e tu non hai un e-commerce) NON è aiutare la collettività. Stai lontano anni luce dal sospetto di voler approfittare della situazione per incrementare il tuo fatturato.
Hai deciso di continuare a investire nella comunicazione. Hai modificato il messaggio e/o il suo tone of voice mantenendo la coerenza con la tua strategia. Benissimo, ora è tempo di andare oltre. Cosa puoi fare concretamente per i tuoi clienti (e anche per chi non lo è ancora o magari non lo sarà mai)? In pratica, oltre alle parole, devi concentrarti sui fatti.
Un esempio su tutti: il progetto di Solidarietà Digitale del Ministero per l’Innovazione Tecnologica e Digitalizzazione, nato per ridurre l’impatto sociale ed economico delle restrizioni dovute al coronavirus. Hanno aderito molte imprese e associazioni che mettono a disposizione le loro risorse digitali per migliorare la gestione del lavoro e delle normali attività quotidiane. Ecco quindi gratis o a prezzo agevolato: connessioni internet, piattaforme per e-learning e smart working, consegne per food e giocattoli, riviste digitali, e-book e film in streaming e molto altro.
Nomi celebri dell’imprenditoria, della moda, dello spettacolo e dello sport hanno donato cifre consistenti per la costruzione di strutture ospedaliere e molti VIP si sono fatti promotori di campagne di raccolta fondi su tutto il territorio italiano. Alcune aziende hanno deciso di devolvere una parte del loro ricavato della vendita di prodotti a enti e fondazioni, altre mettono a disposizione il loro know how e i loro mezzi.
Se decidi di contribuire anche tu, ti consiglio di essere trasparente il più possibile: scegli un’associazione o una fondazione, comunica al tuo target cosa la tua azienda sta facendo, in modo semplice e chiaro.
Per scongiurare ogni pericolo di sospetto social washing, organizza la tua comunicazione seguendo le regole precedenti anche per il post-emergenza.
Non basta intraprendere un’iniziativa benefica e comunicarla al suo avvio. L’attività deve continuare ad essere raccontata con aggiornamenti periodici, ad esempio, sulla cifra che sta raccogliendo la tua azienda giorno per giorno. Anche dopo la fine dell’emergenza, quando abbiamo tutti voglia di lasciarci alle spalle il periodo difficile. Un’azione coerente, etica e concreta prevede una rivalutazione delle priorità aziendali. E se le buone pratiche assunte in queste settimane continuassero dopo il coronavirus?
Hai pensato alle conseguenze di questa emergenza sul tuo brand?
✍ Scrivimi e fammelo sapere. Aspetto il tuo commento.
Negli ultimi anni, anche in Italia, sta diventando uno strumento di comunicazione sempre più popolare.
Ogni volta che entravo nella sede di un importante gruppo storico del settore elettrico, con il quale qualche anno fa ho collaborato, il pensiero che quelle stanze potessero diventare un museo si faceva ogni volta più forte. Le sale dell’austero palazzo anni ’30, imponenti e severe, con le pareti tappezzate di foto di vecchi impianti, […]